112) Eliade. Riflessioni sui metodi usati da maghi e fattucchiere.
Anche se i maghi e le fattucchiere hanno perduto, o comunque non
conoscono pi il significato profondo dei gesti e delle formule
che utilizzano, questo significato  recuperabile e comprensibile
per lo studioso, che osserva quei fenomeni come se fossero
fossili viventi.
M. Eliade, Trattato di storia delle religioni, traduzione italiana
di V. Vacca, Boringhieri, Torino, 1976 3, pagine 13-14.

 Queste osservazioni preliminari saranno capite meglio quando il
problema verr ripreso in esame da un punto di vista diverso. Il
fatto che la strega brucia un'immagine di cera contenente una
ciocca dei capelli della vittima, senza rendersi conto in modo
soddisfacente della teoria presupposta dall'atto magico, non ha
nessuna importanza per la comprensione della magia simpatica.
L'importante per capire questa magia,  di sapere che simili atti
furono possibili soltanto dal momento in cui certe persone si sono
convinte (sperimentalmente) o hanno affermato (teoricamente) che
le unghie, i capelli o gli oggetti portati da un qualsiasi
individuo conservano la loro stretta relazione con lui dopo
esserne stati separati. Simile credenza presuppone uno spazio a
rete che colleghi gli oggetti distanti legandoli gli uni agli
altri per mezzo di una simpatia retta da leggi specifiche
(coesistenza organica, analogia formale o simbolica, simmetrie
funzionali). Lo stregone (colui che agisce da mago) pu credere
all'efficacia della propria azione solo in quanto esiste un
siffatto spazio-rete. Che conosca o no questo spazio-rete, che
sia o no a conoscenza della simpatia che collega i capelli
all'individuo, non ha importanza. E' probabilissimo che molte
fattucchiere dei nostri giorni non abbiano una rappresentazione
del mondo in armonia con le pratiche magiche da loro esercitate.
Per, considerate in s, queste pratiche possono rivelarci il
mondo dal quale provengono, anche se chi se ne serve non vi accede
teoricamente L'universo mentale dei mondi arcaici non  giunto
fino a noi in modo dialettico, nelle credenze esplicite delle
persone; si  invece conservato nei miti, nei simboli, nelle
costumanze che, malgrado degradazioni di ogni specie, lasciano
ancora vedere chiaramente il loro senso originario. Rappresentano,
in un certo senso, fossili viventi, e qualche volta basta un
fossile solo a ricostruire il complesso organico di cui  residuo.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 155-156.
